A Riccia, in provincia di Campobasso, l’uva non finisce soltanto nei bicchieri: diventa materiale con cui costruire vere e proprie opere d’arte.
La Festa dell’Uva di Riccia è una delle tradizioni popolari più caratteristiche del Molise e un appuntamento in cui vendemmia, gastronomia, folklore e memoria della civiltà contadina si incontrano per le strade del borgo. Riccia è indicata dal Comune e dalla Pro Loco come l’unico paese molisano ad aver conservato questa particolare tradizione delle Feste dell’Uva.
Nel 2026 la Festa dell’Uva torna a settembre, trasformando ancora una volta Riccia in un grande racconto collettivo fatto di carri, costumi, musica e sapori.
Perché la Festa dell’Uva di Riccia è così particolare?
Per capirlo bisogna guardare i suoi Carri dell’Uva. La loro decorazione richiede un lavoro minuzioso: i chicchi vengono selezionati anche in base alle dimensioni e alle diverse tonalità e utilizzati per creare composizioni policrome. Il risultato va molto oltre il semplice carro addobbato per una festa di paese.
Sui carri prendono forma scene della vita contadina, accompagnate da strumenti e oggetti appartenenti a un mondo rurale che nel quotidiano è quasi scomparso. Contadini, vendemmia, mestieri, utensili e momenti della vita nei campi vengono così riportati nelle strade del paese. È forse questo l’aspetto più interessante della manifestazione: l’uva diventa uno strumento attraverso cui una comunità rappresenta se stessa.
La grande sfilata dei Carri dell’Uva
Il momento simbolo della Festa dell’Uva di Riccia è la sfilata. Carri decorati, figuranti in abiti tradizionali, gruppi folkloristici, musica e rappresentazioni della vita rurale attraversano il paese creando una festa che coinvolge direttamente la comunità. Fisarmoniche e organetti accompagnano canti e balli legati alla cultura popolare, mentre le rappresentazioni sui carri riportano alla memoria il lavoro nei campi e il periodo della vendemmia.
Non tutto, però, rimane rigidamente ancorato al passato. Nel corso del tempo sono comparsi anche carri più ironici e contemporanei: un modo attraverso il quale soprattutto le nuove generazioni continuano a entrare nella tradizione, modificandola senza interromperla.
L’uva, il vino e un vitigno quasi scomparso
Naturalmente al centro della festa rimane l’uva. La storia locale conserva anche il ricordo di un particolare vino rosso autoctono chiamato “a saibell”, ottenuto da un vitigno che le fonti locali descrivono oggi come quasi completamente scomparso. Era un vino particolarmente scuro e intenso, rimasto nella memoria collettiva del paese.
È un dettaglio importante perché mostra come la Festa dell’Uva non racconti soltanto una generica celebrazione della vendemmia, ma conservi tracce della storia agricola specifica di Riccia.
Non solo vino: cosa si mangia alla Festa dell’Uva di Riccia?
Intorno ai carri si ritrova anche la cucina molisana. La tradizione della manifestazione comprende l’offerta e la preparazione di prodotti della campagna e ricette locali: uva, carne alla brace, cavatelli con sugo di salsiccia, pizza di grano duro e vino del territorio fanno parte del racconto gastronomico della festa.
Piatti sostanziosi e apparentemente semplici, strettamente collegati alla cucina familiare e contadina.
Ed è proprio questa combinazione tra gastronomia e rappresentazione della vita rurale a rendere la manifestazione diversa da una normale festa dedicata al vino.
Festa dell’Uva di Riccia 2026: quando si svolge?
La Festa dell’Uva di Riccia 2026 è prevista nel mese di settembre. La manifestazione dall’11 al 14 settembre 2026.
Il cuore della manifestazione rimane la grande festa dedicata alla vendemmia e ai Carri dell’Uva, accompagnata da gastronomia, vino, musica e folklore.
Se stai cercando sagre in Molise a settembre 2026, eventi dedicati all’uva oppure feste popolari particolari da vivere nei borghi italiani, Riccia merita quindi un posto nell’itinerario.
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