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Sagra delle castagne Soriano Nel Cimino
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Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino 2026: quando un borgo torna nel Medioevo

Ci sono sagre in cui il prodotto tipico è il protagonista assoluto. E poi c’è Soriano nel Cimino, dove le castagne sono soltanto l’inizio.

Per tre fine settimana di ottobre il borgo della Tuscia cambia volto: compaiono cavalieri, arcieri e sbandieratori, le contrade si sfidano per il Palio e centinaia di figuranti riportano nelle strade episodi della storia locale. È la Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, manifestazione storico-rievocativa che nel 2026 raggiunge la sua 59ª edizione.

Una festa in cui il profumo delle castagne arrostite si mescola quindi a qualcosa di molto più grande: la memoria di un’intera comunità.

Una Sagra delle Castagne che nasce da una storia del Quattrocento

Per capire perché a Soriano si incontrino castagne e Medioevo bisogna tornare molto indietro nel tempo.

Secondo la tradizione, le origini della festa sono collegate a una celebrazione istituita dal Consiglio della Comunità alla fine del XV secolo. Si voleva ricordare quanto accaduto nel 1489, quando Pier Paolo Nardini, signore di Vignanello, tentò di impadronirsi del Castello Orsini e si arrivò alla battaglia del Fosso del Buon Incontro.  Storia e leggenda, da questo punto in poi, si intrecciano.

La tradizione racconta infatti di una vecchietta della collina della Bastia che, durante la notte, si sarebbe accorta di movimenti sospetti nei pressi del castello. Avvertì gli abitanti di Soriano, permettendo loro di organizzare la difesa e contrastare gli assalitori. Dopo gli avvenimenti, Papa Innocenzo VIII premiò la fedeltà della popolazione concedendo alcuni privilegi attraverso la Bolla d’oro e autorizzando l’aggiunta della parola “Fidelitas” allo stemma comunale.

È intorno a questa memoria che ancora oggi prende forma gran parte della rievocazione.

Non chiamatela soltanto sagra della castagna

La castagna rimane naturalmente uno dei simboli della manifestazione e del territorio dei Monti Cimini, ma arrivare a Soriano aspettandosi soltanto caldarroste e stand gastronomici significa vedere solo una parte della festa.

La stessa organizzazione la definisce una “Manifestazione Storico Rievocativa”, inserita tra le manifestazioni storiche della Regione Lazio. La Sagra di Soriano è stata inoltre selezionata per il Lazio nell’ambito del progetto di mappatura delle rievocazioni storiche italiane promosso dal Ministero della Cultura e dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.

Per diversi giorni il paese diventa quindi un grande scenario diffuso fatto di rievocazioni, competizioni tra contrade, cortei, spettacoli e tradizioni popolari.

Il grande Corteo Storico

Se il Palio racconta la rivalità tra i Rioni, il Corteo Storico rappresenta uno dei momenti più spettacolari della manifestazione.

Il centro storico diventa il palcoscenico di una rievocazione che riporta Soriano all’epoca rinascimentale attraverso abiti storici e personaggi legati alla storia del paese.

È uno di quegli appuntamenti in cui anche il luogo fa la sua parte: le strade del borgo e la presenza imponente del Castello Orsini contribuiscono a creare un’ambientazione che non ha bisogno di essere costruita artificialmente.

Durante le giornate della sagra il calendario comprende inoltre numerose iniziative legate al mondo storico e popolare: sbandieratori, spadaccini, falconieri, benedizione degli arcieri e dei cavalieri, giochi popolari e altre rappresentazioni fanno parte dell’universo della manifestazione.

Sbandieratori, spadaccini e falconieri: il Medioevo invade il borgo

La particolarità della Sagra delle Castagne è proprio la quantità di elementi che convivono nella stessa manifestazione.

Non si osserva semplicemente un unico corteo per poi tornare alla normale vita del paese.

Per tutto il periodo della festa Soriano continua a essere attraversata da appuntamenti che richiamano il suo passato. Il programma della manifestazione comprende spettacoli di sbandieratori, esibizioni degli spadaccini, falconeria e rievocazioni, oltre alle competizioni vere e proprie tra i Rioni.

Questo permette di vivere la sagra in maniera differente a seconda della giornata scelta.

Una delle sagre d’autunno da scoprire nella Tuscia

Soriano nel Cimino si trova in provincia di Viterbo, nel territorio della Tuscia e dei Monti Cimini.

Ottobre è probabilmente uno dei periodi più interessanti per visitare questa parte del Lazio: boschi, castagneti e borghi assumono i colori dell’autunno e proprio la castagna diventa protagonista di numerose feste locali.  La Sagra di Soriano aggiunge però una componente particolare.

Qui una giornata dedicata ai sapori autunnali può trasformarsi contemporaneamente in un viaggio nella storia del territorio. Si può arrivare per le castagne e ritrovarsi ad assistere a una giostra a cavallo, seguire un corteo storico oppure vedere quattro contrade contendersi un Palio.

Perché andare alla Sagra delle Castagne di Soriano?

Perché è uno di quei casi in cui la parola “sagra” racconta solo una parte di ciò che accade.

Ci sono le castagne e la cucina autunnale, certo. Ma ci sono soprattutto quattro Rioni, una rivalità che coinvolge il paese, una storia che affonda le radici nel Quattrocento e una comunità che ogni ottobre torna a indossare i propri costumi per raccontarla.

E mentre cavalieri, arcieri e sbandieratori attraversano Soriano, basta il profumo delle caldarroste a ricordarci che siamo ancora dentro una delle più caratteristiche feste d’autunno della Tuscia.

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